STORIA E ORIGINE DEI TAROCCHI, UN MONDO FAVOLOSO A 360°!

by Cristina

Storia e l’origine dei Tarocchi: dalle Origini al Simbolismo Esoterico

I Tarocchi sono oggi conosciuti principalmente come uno strumento per la divinazione, la crescita personale e l’esplorazione spirituale. Tuttavia, la loro storia è ricca e complessa, intrecciata con l’arte, la filosofia, il misticismo e la psicologia. Due dei mazzi più emblematici nella storia dei Tarocchi sono i Tarocchi Marsigliesi, considerati un punto di riferimento storico, e il Rider-Waite Tarot, che ha rivoluzionato il modo in cui le carte vengono interpretate nel mondo contemporaneo.

I primi riferimenti ai Tarocchi risalgono al XV secolo, nel nord Italia. Le prime versioni conosciute erano utilizzate come un gioco di carte chiamato Trionfi, che in seguito prese il nome di Tarocchi. I mazzi più antichi giunti fino a noi sono quelli commissionati da nobili famiglie italiane, come i Tarocchi Visconti-Sforza, riccamente illustrati a mano.


Questi mazzi comprendevano quattro semi (coppe, denari, bastoni e spade), simili a quelli delle carte da gioco italiane tradizionali, più una serie di ventidue carte chiamate trionfi o arcani maggiori, ognuna con una figura allegorica: il Mago, la Papessa, la Morte, il Diavolo, il Mondo, ecc.

L’utilizzo dei Tarocchi per la divinazione non è documentato fino al XVIII secolo, ma alcuni simboli erano chiaramente carichi di significato esoterico, e molti studiosi ritengono che il potenziale simbolico delle carte sia stato riconosciuto già in epoca rinascimentale.


I Tarocchi Marsigliesi: Il Classico della Tradizione Occidentale

Il Tarocco Marsigliese (Tarot de Marseille) è probabilmente il mazzo più iconico e influente nella storia dei Tarocchi europei. Le sue origini risalgono al XVII secolo, anche se la versione più conosciuta è quella pubblicata nel XVIII secolo, in particolare grazie a stampatori e incisori francesi come Nicolas Conver (1760), il cui mazzo è diventato il modello standard per molti successivi.

Il mazzo Marsigliese presenta uno stile artistico sobrio ma potente, con illustrazioni stilizzate e colori primari vividi. I ventidue Arcani Maggiori (da Il Matto a Il Mondo) sono ricchi di simboli che combinano iconografia cristiana, astrologia e temi morali. Gli Arcani Minori, divisi nei quattro semi, sono invece rappresentati in maniera più semplice, senza scene narrative (eccetto per le figure di corte come Re, Regina, Cavaliere e Fante).

Un aspetto distintivo del Marsigliese è il suo linguaggio simbolico aperto, che ha ispirato numerosi esoteristi e studiosi. Antoine Court de Gébelin, nel XVIII secolo, fu uno dei primi a suggerire che i Tarocchi contenessero antica saggezza egizia, collegandoli ai Misteri di Thoth, anche se questa teoria non è supportata da prove storiche.

In seguito, occultisti come Éliphas Lévi, Papus (Gérard Encausse) e Oswald Wirth contribuirono a dare ai Tarocchi Marsigliesi un’aura magica ed esoterica, associandoli alla Cabala, all’alchimia e ad altri sistemi simbolici.


Il Passaggio all’Esoterismo e la Nascita del Rider-Waite Tarot

Il vero punto di svolta nella storia moderna dei Tarocchi avviene all’inizio del XX secolo con la creazione del Rider-Waite Tarot, pubblicato per la prima volta nel 1909 a Londra. Questo mazzo fu concepito da Arthur Edward Waite, un membro dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata (Golden Dawn), e illustrato dalla pittrice Pamela Colman Smith.

Il mazzo Rider-Waite, noto anche come Waite-Smith Tarot, ha introdotto una grande innovazione: per la prima volta, anche le carte degli Arcani Minori vennero illustrate con scene narrative e simboliche, non semplici rappresentazioni di oggetti (come nel Marsigliese). Ad esempio, il Tre di Spade mostra un cuore trafitto da tre lame, evocando visivamente il dolore e la separazione. Questo approccio rese il mazzo molto più accessibile agli interpreti e lo rese uno strumento potente per la meditazione, l’intuizione e l’autoanalisi.

Waite reinterpretò il significato delle carte secondo una struttura più sistematica e spirituale. Alcune carte furono modificate: ad esempio, La Forza e La Giustizia scambiarono i loro numeri rispetto al Marsigliese (l’VIII e l’XI), per allinearsi con la simbologia astrologica. Inoltre, la carta della Papessa divenne La Sacerdotessa, assumendo un significato più universale e meno legato alla simbologia cattolica.

Il mazzo Rider-Waite è oggi il più diffuso al mondo, usato come base per centinaia di altri mazzi, e ha avuto un’influenza enorme sulla cultura popolare, sulla psicologia (in particolare grazie agli studi di Carl Gustav Jung, che vide nei Tarocchi archetipi dell’inconscio collettivo) e sullo sviluppo di percorsi spirituali moderni.

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Tarocchi e Simbologia: Un Linguaggio Universale

Sia il Marsigliese che il Rider-Waite condividono la funzione di veicoli simbolici. Ogni carta è un piccolo universo di significati, capace di parlare a livelli diversi della mente umana: razionale, intuitiva, emotiva, spirituale.

Nel Marsigliese, la stilizzazione e l’ambiguità delle immagini invitano l’osservatore a una lettura più soggettiva e meditativa. Le immagini non guidano la narrazione, ma evocano stati d’animo, archetipi e situazioni attraverso il colore, la postura, la direzione dello sguardo, il numero e la geometria.

Nel Rider-Waite, al contrario, ogni carta è una piccola scena teatrale. Le figure interagiscono con oggetti e ambienti, in una narrazione visiva chiara e strutturata. Questo ha facilitato l’apprendimento per molti lettori, ma ha anche aperto la porta a interpretazioni psicologiche e spirituali più raffinate.


Tarocchi Oggi: Tra Tradizione e Innovazione

Oggi i Tarocchi vivono una nuova fioritura. Artisti, studiosi e praticanti spirituali continuano a creare nuove versioni dei mazzi classici, reinterpretandoli alla luce di nuove sensibilità culturali e spirituali. Tuttavia, sia i Tarocchi Marsigliesi che il Rider-Waite restano due pilastri fondamentali.

Il Marsigliese, con la sua austera bellezza e il suo fascino enigmatico, è spesso prediletto da coloro che cercano una lettura più iniziatica, filosofica o tradizionale. Viene utilizzato in scuole esoteriche e da tarologi che si avvalgono di metodi simbolici e meditativi.

Il Rider-Waite, con la sua chiarezza visiva e la ricchezza simbolica, è spesso scelto dai neofiti ma anche da lettori esperti che apprezzano la possibilità di una lettura psicologica e intuitiva. È il mazzo più utilizzato nei corsi, nei manuali e nei software di lettura dei Tarocchi.

Ecco alcune immagini rappresentative dei due mazzi di tarocchi menzionati:

Tarocchi Marsigliesi
Un esempio classico delle carte dei Tarocchi Marsigliesi, noti per le loro illustrazioni stilizzate e colori vivaci.​

Rider-Waite Tarot
Una selezione di carte dal mazzo Rider-Waite, celebre per le sue scene dettagliate e simboliche, illustrate da Pamela Colman Smith sotto la direzione di Arthur Edward Waite.​


Conclusione

La storia dei Tarocchi è un viaggio attraverso l’arte, la filosofia, la spiritualità e la psiche umana. Dalle corti rinascimentali italiane ai salotti esoterici francesi, fino ai circoli esoterici inglesi dell’Ottocento e alla contemporaneità digitale, i Tarocchi si sono evoluti da gioco aristocratico a strumento di introspezione e saggezza.

Il confronto tra i Tarocchi Marsigliesi e il Rider-Waite ci mostra due approcci diversi ma complementari: uno più arcaico e simbolico, l’altro più moderno e narrativo. Entrambi, tuttavia, ci parlano un linguaggio senza tempo, fatto di immagini, emozioni e intuizioni, e continuano a guidare chi cerca risposte dentro sé stesso.

Cristina

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